Abbiamo fornito dei mystery client che, anche se maggiorenni, potevano dimostrare un’età inferiore. Gli shopper cercavano l’interazione con la hostess per verificare la corretta applicazione della procedura e una volta terminata la visita si presentavano alla hostess discutendo con lei i dettagli della verifica acquisendo una foto della divisa indossata e compilando a quattro mani il report finale.

In questo modo il tam tam fra le operatrici ha portato una grande attenzione ai particolari della presentazione del prodotto e le situazioni anomale si sono pressoché azzerate nell’arco di tre cicli di verifica.

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